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Il puzzle democratico PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 05 Novembre 2008 09:42
E se fosse di sinistra? Chi glielo spiega ai manifestanti che molti dei pezzi che vanno a comporre il puzzle della riforma della scuola di Mariastella Gelmini sono "cose di sinistra"? Non solo perché lo ha dichiarato la ministra stessa, indicando in Barack Obama la sua stella polare («Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri», Corriere della Sera, 27 ottobre), o perché alcuni degli intellettuali progressisti abbiano mostrato qualche dubbio sulle agitazioni studentesche (Umberto Eco agli universitari: «è molto curioso che facciate una battaglia del genere per i baroni»), ma soprattutto perché sia i dati di partenza (Concita De Gregorio sull'Unità del 29 ottobre: «I numeri della Gelmini sono esatti») sia gli approdi cui vuole arrivare il centrodestra (classi ponte) sono idee partorite dal centrosinistra.
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Scuola, ideologia, cultura PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 30 Ottobre 2008 13:43
Pubblichiamo questo articolo di Mons. L. Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, per un utile approfondimento della questione scolastica, che occupa le prime pagine dei giornali. Ho vissuto per quarant'anni nell'ambito dell'educazione e della scuola e mi sono occupato a fondo della libertà dell'educazione in Italia.
Intervengo per dire qualcosa di serio e di costruttivo che dia un po' di dignità e ragionevolezza, cioè andando oltre quello che vediamo e sentiamo ogni giorno. Abbiamo proprio visto di tutto: bambini che sfilano in corteo sotto striscioni che fanno fatica a leggere, insegnanti in lutto, politici che sproloquiano nelle scuole dell'infanzia, i reduci del '68 che si infiltrano nei cortei come per prendere una boccata di ossigeno che allontani di qualche tempo l'ineluttabile "rigor mortis".
Così il "virtuale" si è sostituito al reale: ed in un'orgia di isterismo e disinformazione abbiamo dimenticato la realtà quotidiana.
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SCUOLA: E NON È FINITA QUI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 30 Ottobre 2008 05:25
Il decreto Gelmini era solo un aperitivo. La vera rivoluzione della scuola cova in un progetto di legge firmato Valentina Aprea. Che non piacerà affatto ai paladini della mediocrità
Roberto Persico

Anche la protesta ha il suo maestro unico
Ce n'est qu'un debut. Cioè il bello deve ancora venire. Il contestatissimo decreto Gelmini, infatti, contiene solo alcune misure urgenti, necessarie per far fronte alle distorsioni più gravi del sistema d'istruzione.
Ma la vera rivoluzione si aggira silenziosa nei meandri della Camera, sotto le spoglie della proposta di legge 953, recante "Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti", proposta dal presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, Valentina Aprea. Scuole trasformate in fondazioni, risorse distribuite secondo il principio "i soldi seguono gli studenti", carriera per i docenti, albi regionali degli insegnanti e un contratto ad hoc per la categoria: quando la 953 sarà approvata, la scuola italiana non sarà più quella che abbiamo sempre conosciuto. Vediamo perché.
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Due milioni e mezzo dove? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 27 Ottobre 2008 12:49
Al direttore - Stavo sprofondando in catalessi sul divano, colpito dalle varie dichiarazioni in copia carbone dei tanti partecipanti alla storica cerimonia, quando ho avuto un sussulto ascoltando la bella e brava Bianca B. dire: "Siamo già due milioni e mezzo". Bianca, siamo chi? Due milioni e mezzo dove? So che è una questione annosa quanto inutile, perché se c'è una cosa che ha sempre avuto successo in Italia è la manifestazione. Ma anche se non siamo il paese di Cartesio, il limite ha una sua pazienza come direbbe Totò. Lo stadio Olimpico, che oltre al campo di calcio di 90 metri per 60 contiene la pista di atletica, se ci si serra come sardine ne contiene al massimo 80 mila. Due milioni e mezzo vorrebbe dire 30 stadi, ovvero 1.000 treni con mille persone cadauno, 15 mila pullman e un milione di volontari a piedi o a cavallo. Stante che in un metro quadrato più di due persone in piedi non ci stanno senza scannarsi, ci vorrebbero quindi 1 milione 250 mila metri quadrati di superficie, cioè un quadrato di un chilometro di lato. Allora, una sana battaglia contro il relativismo dovrebbe partire proprio dal relativismo dei numeri, per svelare che i tre milioni di Cofferati erano una balla, il milione e mezzo di Berlusconi a San Giovanni idem e quelli di ieri altrettanto. Io dal mio divano posso dare la risposta esatta: erano 218.256. Come ho fatto? Come il famoso cowboy del Montana che all'amico che gli chiedeva preoccupato che la mandria era rientrata tutta nel recinto rispose: aspetta, guardo un attimo. Salì sullo steccato e dopo qualche secondo disse: ci sono tutti, sono 8.141. L'altro disse: come hai fatto? Risposta: Semplice, ho contato le zampe e ho diviso per quattro.
Lanfranco Pace, Roma - da la posta al direttore de il Foglio
 
La bontà della scelta pedagogica e il dramma del licenziamento degli insegnanti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 15 Ottobre 2008 09:09
Su questo tema si contrappongono delle posizioni che non tengono conto della realtà complessiva. In ogni caso non è accettabile che i tagli all'Istruzione siano imposti da chi non rinuncia ai privilegi della "Casta". E' necessario partire dalla nostra Civiltà e raccordare l'Educazione con il mondo del lavoro.

Cari amici,

Il tema del "maestro unico" o del "maestro prevalente" nella scuola elementare ha un doppio risvolto. Da un lato, quello pedagogico, che afferma la bontà della scelta di un unico referente educativo per i bambini che, al pari della mamma e dei genitori, consolidi un sentimento di certezza affettiva e favorisca una crescita più sana sul piano intellettuale, culturale e comportamentale. Dall'altro, quello occupazionale, che determinerà la perdita del posto di lavoro per decine di migliaia di insegnanti precari che potrebbero, il condizionale è d'obbligo vista la difficile condizioni economica nazionale e internazionale, essere almeno in parte riconvertiti ad altri incarichi o in un ambito scolastico o totalmente diverso.


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