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Cristiani per servire PDF Stampa E-mail
Scritto da Franco Previte   
Domenica 13 Settembre 2009 08:31
Intervista de L’ItaloEuropeo al Presidente “Cristiani per servire” Franco Previte, che da anni si batte per l’assistenza e il riconoscimento della situazione creata dal disagio mentale nell’ordinamento italiano,  in quello Comunitario e nella “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU. Inoltre una chiara risposta dalla Conferenza Internazionale che si svolge da oggi 11 settembre 2009 nella Salle Lamartine di Parigi sull’handicap mentale. 

D. Partiamo dall’ONU, un Documento di recente ratifica da parte del Governo Berlusconi. Quale è la Sua opinione in proposito.

R. Bisogna riconoscere un dato certo, che il Governo Berlusconi, a fronte di quanto non ha fatto il Governo Prodi nel 2007, ha ratificato il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 la “Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità”, ma con l’art.2 approvando in toto quanto “prescrive” il Documento ONU compreso il Protocollo Opzionale, ha messo in “moto” l’aborto e l’eutanasia nei confronti ed a danno dei disabili fisici e degli handicappati mentali, “generando” un “Osservatorio nazionale sulle condizioni delle persone  con disabilità”. Una ennesima conquista della burocrazia che tanto danno apporta alla società.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Settembre 2009 18:31
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«La barbarie giornalistica» PDF Stampa E-mail
Scritto da Cesare Cavalleri   
Martedì 08 Settembre 2009 12:53

  studi-cattolici-settembre Cesare Cavalleri, da Studi cattolici n. 583, settembre 2009.

 

Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche».

«Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e rilevante interesse pubblico e rende, comunque, sempre note la propria identità e professione quando raccoglie tali notizie».

Questi e altri nobili princìpi sono contenuti nella Carta dei doveri del giornalista firmata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale stampa italiana e che nessuno degli enti firmatari sembra intenzionato a far rispettare.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Settembre 2009 13:07
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Il silenzio trasversale dei garantisti PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Sabato 05 Settembre 2009 12:37

Tra le vittime lasciate sul campo da quello che chiameremo per brevità, e scusandocene con l’interessato, il caso Boffo, ce n’è una di cui sin qui non si è praticamente parlato. Si chiama garantismo. E non riguarda solo i diritti di indagati e imputati.

Intendiamoci. In Italia ha vissuto, da sempre, una vita assai grama: a sinistra come a destra, e se è per questo, pure al centro. L’idea che il garantismo valga solo per se stessi e per i propri amici e sodali magari la hanno teorizzata in pochi, ma la hanno praticata in tanti. Stavolta, però, è successo qualcosa di più. E non solo perché ci vanno di mezzo i rapporti tra il governo della Repubblica e la Chiesa di Roma. Un uomo, il direttore di Avvenire, è stato (il neologismo è del Foglio di Giuliano Ferrara) «mostrizzato». La sua vita è stata violentata (l’espressione, terribile, è quella prescelta dal medesimo Boffo in una lettera di dimissioni che andrebbe letta e studiata come un terribile documento dei tempi bui che viviamo). Per motivi tutti politici. Bisognava, costi quel che costi, moralizzare il moralizzatore. Bisognava dimostrare, o pesantemente insinuare, che non aveva alcun titolo per fare la morale a nessuno: come recita l’adagio popolare, anche il più pulito ha la rogna. Bisognava farlo saltare. La missione è riuscita, Dino Boffo si è dimesso.

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Solidarietà e stima a Dino Boffo PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Venerdì 04 Settembre 2009 07:01
Noi di Guidareferendum.com vogliamo manifestare stima e solidarietà al Dr. Dino Boffo, obbligato personalmente da una pressione mediatica, da un killeraggio e cecchinaggio giornalistico e di supponenza opinionistica a consegnare le dimissioni.

L'operazione compiuta da costoro sarà un boomerang non solo perché chi fa il male, o è mosso dal "sacro" furore dell'opinionismo (che nasce da schizofrenie e narcisismi profondi) si avvelena; ma anche perché i detrattori del governo in carica (e magari sostenitori del relativismo morale) hanno trovato un "martire" della libertà di parola.

Il killerraggio giornalistico e opinionistico è immorale e si può fare in molti modi. Si fa con la menzogna. Si fa con fonti presunte e inventate. Si fa con fonti presunte ma indimostrabili. Si fa con supposizioni. Si fa con ideologie. Si fa con affermazioni "ha detto un tal prelato", "risulta da alcuni fonti vaticane", "così dice un noto monsignore", ecc. Si fa diffondendo la mentalità di prurito con la scusa di dare informazioni.
Questo non è giornalismo e non è informazione, ma è mormorazione e spesso costruzione mentale. E la mormorazione uccide. Inutile poi chiedere scusa. Inutile dire: forse abbiamo usato toni esagerati, duri, aspri... non avevamo motivazioni personali. Ipocrita. 
Nessuno potrà querelarti, nessuno potrà denunciarti ma tu hai commesso un atto incivile: hai ucciso la stima di una persona. Non cercavi verità ma una battaglia muscolare.

Se poi sei cattolico... la materia del tuo peccato è grave, gravissima. Hai mancato contro il quinto comandamento: hai ucciso. Hai mancato contro il settimo comandamento: hai rubato la stima e la credibilità di una persona.
Tra i peccati che gridano al cospetto di Dio non ci sono solo quelli riguardanti la sfera della castità ma anche quelli riguardante il rubare rispetto e la dignità di un uomo, soprattutto se peccatore. Perché il peccatore è un povero.
Con la mormorazione tu fai questo: uccidi. Il peggio è che lo fai convinto di fare un servizio o civile o alla comunità cristiana. Non segui i canali corretti del rispetto oppure quelli legittimi della comunità cristiana. Ma tiri dritto cercando di "far cadere" il tuo avversario. Qualche volta ti "andrà bene", ma alla fine pagherai un conto salatissimo.

Perché ti comporti così? Forse perché in realtà non riesci a sostenere il male che hai dentro di te e sputi veleno sugli altri.
In fin dei conti il moralista sei tu.

Chi ha vinto, in definitiva, dalle dimissioni di Boffo? La mormorazione.


Gli amministratori di guidareferendum.com
Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2009 10:48
 
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