Ferrara a La 7 intervistato da Ritanna Armeni sulla sua lista "Aborto? No, grazie"
Fisco giusto per le famiglie
Il popolo del Family day torna in piazza. Domenica 2 marzo prenderà il via la fase finale della petizione "Per un fisco a misura di famiglia" che porterà, il prossimo 15 maggio, milioni di firme nelle mani del Presidente Napolitano (elenco delle piazze e informazioni: www.forumfamiglie.org).
Ma già quello di domenica costituirà un evento nazionale. Si snocciolerà infatti per oltre 1300 piazze italiane in cui le famiglie potranno sottoscrivere la petizione ed incontrare politici ed Istituzioni. Un'infinità di rivoli di impegno e di presenza sociale che nel complesso ricostituiranno il grande popolo di piazza San Giovanni.
Di particolare rilievo saranno gli appuntamenti di Roma, Milano, Napoli, Assisi, Parma e Verona dove maggiore sarà il coinvolgimento delle Istituzioni e la partecipazione della gente, in diretta televisiva su Raiuno (Roma) e con la presenza di testimonial del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura.
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Ricordiamo che l'iniziativa è a-partitica, anche se, speriamo, avrà grossa incidenza politica su qualunque governo sarà alla guida del paese.
Sui temi etici si combatte una battaglia culturale oltre che politica
È passato qualche giorno dall'ufficializzazione della candidatura di Eugenia Roccella nelle liste del Popolo della Libertà ma sembra che la sua campagna elettorale sia già nel vivo.
Ex radicale, femminista, portavoce del Family Day. Ti riconosci in questa definizione, considerando che mentre tu sei nel PdL i radicali sono freschi di accordo con Veltroni, il femminismo è finito nel motto della Sinistra critica di Turigliatto insieme all'ecologismo e al comunismo, e Savino Pezzotta è presidente della Rosa Bianca?
Per quel che riguarda i radicali, non mi riconosco più in loro da moltissimo tempo, da quando ho lasciato il partito. (Ma non avevi detto che "essere radicali è un metodo che resta per sempre"? "un metodo, appunto, non un'ideologia" ). Non so poi a quale femminismo si riferisca Turigliatto. La galassia femminista è molto ampia: in genere la sinistra tende ad essere schiacciata su un'impostazione emancipazionista, egualitaria, che non coincide con quella del femminismo italiano, orientato storicamente piuttosto al pensiero della differenza. In quest'ottica, l'emancipazionismo non si può veramente definire una forma di femminismo, sebbene venga solitamente identificato come tale. Il legame con l'ecologismo potrebbe anche calzare (con il comunismo già meno): se non fosse che in Italia chi si schiera nettamente contro gli OGM è poi disposto a transigere su quelli che io chiamo i BGM, i bambini geneticamente modificati. Come dire: grande cautela sui pomodori, nessuna cautela sulla procreazione umana. In alltri paesi accade il contrario: gli ecologisti tedeschi hanno manifestato la loro solidarietà in occasione delle polemiche sulla nostra legge 40. "
Flamigni, ovvero fatta la legge trovato l'inganno (eugenetico)
Che la 194 portasse in sé delle evidenti contraddizioni costituzionali ed etiche era evidentissimo anche per chi la propose. Ma che si arrivasse a proporre una moratoria su l'obiezione di coscienza dei medici obiettori della 194 è il colmo.
Il problema è che non si vuole vedere il problema: non si può garantire un diritto uccidendo un altro.
Questa è eugenetica.
La 194 nacque come un compromesso. Un pessimo compromesso tra due diritti; quello della donna e quello del bambino.
Gli effetti eugenetici e devastanti da un punto di vista culturale erano già presenti tutti.
La parte preventiva è stata sistematicamente disattesa in una cultura malata e narcisistica di cui alcuni "medici" e politici si fanno portavoce per motivi palesi e meno palesi. Questa disattenzione alla matrice preventiva non poteva non essere disattesa perché la cultura che ha voluto la 194 è una cultura maschilista tanto quanto quella che costringeva alle mammane solo che si vestiva, apparentemente, di femminista.
Lo stato, maschilista, ha fatto la legge per pacificarsi la coscienza e sentirsi a posto e non per promuovere la cultura della vita.
Alcune donne hanno subito il fascino di questa tentazione e hanno comprato il pacchetto proposto dal maschio:
un bel delirio di onnipotenza a tutto tondo!
Lo scontro impossibile tra due diritti fondamentali, quella della donna, di ogni donna e di ogni bambino non può che portare alla deriva eugenetica.
Che poi alcuni "medici" si facciano promotori di questa mentalità non è una novità.
E' già accaduto in passato con il benestare dello stato e dell'ideologia imperante.
Flamigni e il suo codazzo che ha perso la ragione e il buon senso può dire quello che vuole; come cittadino si... ma come medico...
Sarebbe piuttosto opportuno proporre una moratoria per non abilitare alla classe medica, e al servizio di medico, in rispetto del giuramento antico e moderno di ippocrate, ogni soggetto che abbia voglie eugenetiche e selettive.
Che poi il medico da una parte faccia, talvolta, anche cose buone o salvi delle vite non è probante ai fini di una struttura professionale ed etica che ha fondamenti eugenetici e selettivi e mina, o può minare, l'esercizio medico e la sua deontologia, non cercando, in definitiva, l'attuarsi pieno dei diritti della salute del paziente; sia esso donna sia esso feto o bambino.
La lista "pazza" di Ferrara
Tratto dal blog Umanesimo Cristiano il 24 febbraio 2008 da Il Foglio del 23 febbraio 2008
1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.
2. Vietare per decreto legge l'introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell'aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.
3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.