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Flamigni, ovvero fatta la legge trovato l'inganno (eugenetico) |
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Scritto da redazione
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Lunedì 25 Febbraio 2008 23:03 |
Che la 194 portasse in sé delle evidenti contraddizioni costituzionali ed etiche era evidentissimo anche per chi la propose. Ma che si arrivasse a proporre una moratoria su l'obiezione di coscienza dei medici obiettori della 194 è il colmo.
Il problema è che non si vuole vedere il problema: non si può garantire un diritto uccidendo un altro.
Questa è eugenetica.
La 194 nacque come un compromesso. Un pessimo compromesso tra due diritti; quello della donna e quello del bambino.
Gli effetti eugenetici e devastanti da un punto di vista culturale erano già presenti tutti.
La parte preventiva è stata sistematicamente disattesa in una cultura malata e narcisistica di cui alcuni "medici" e politici si fanno portavoce per motivi palesi e meno palesi. Questa disattenzione alla matrice preventiva non poteva non essere disattesa perché la cultura che ha voluto la 194 è una cultura maschilista tanto quanto quella che costringeva alle mammane solo che si vestiva, apparentemente, di femminista.
Lo stato, maschilista, ha fatto la legge per pacificarsi la coscienza e sentirsi a posto e non per promuovere la cultura della vita.
Alcune donne hanno subito il fascino di questa tentazione e hanno comprato il pacchetto proposto dal maschio:
un bel delirio di onnipotenza a tutto tondo!
Lo scontro impossibile tra due diritti fondamentali, quella della donna, di ogni donna e di ogni bambino non può che portare alla deriva eugenetica.
Che poi alcuni "medici" si facciano promotori di questa mentalità non è una novità.
E' già accaduto in passato con il benestare dello stato e dell'ideologia imperante.
Flamigni e il suo codazzo che ha perso la ragione e il buon senso può dire quello che vuole; come cittadino si... ma come medico...
Sarebbe piuttosto opportuno proporre una moratoria per non abilitare alla classe medica, e al servizio di medico, in rispetto del giuramento antico e moderno di ippocrate, ogni soggetto che abbia voglie eugenetiche e selettive.
Che poi il medico da una parte faccia, talvolta, anche cose buone o salvi delle vite non è probante ai fini di una struttura professionale ed etica che ha fondamenti eugenetici e selettivi e mina, o può minare, l'esercizio medico e la sua deontologia, non cercando, in definitiva, l'attuarsi pieno dei diritti della salute del paziente; sia esso donna sia esso feto o bambino.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Febbraio 2008 23:20 |
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La lista "pazza" di Ferrara |
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Scritto da redazione
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Lunedì 25 Febbraio 2008 17:58 |
Tratto dal blog Umanesimo Cristiano il 24 febbraio 2008
da Il Foglio del 23 febbraio 2008
1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.
2. Vietare per decreto legge l'introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell'aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.
3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.
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Signori candidati, diteci l’antropologia di riferimento |
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Scritto da redazione
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Domenica 24 Febbraio 2008 16:13 |
Come elettore, mi interessa ben poco quale sia la percentuale dei 'cattolici' che entreranno nelle liste elettorali per la competizione dell'ormai prossimo aprile: ben più mi interessa sapere quali siano i programmi e i progetti politici dei loro partiti di riferimento. Come convinto fautore di una laicità cristiana (che cioè dia a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio) e mi aspetto da ciascun partito un programma serenamente 'laico' (non alterato né da pretese ideologiche, né da pulsioni confessionali), che individui con intelligenza quelle dimensioni del bene comune umano che appaiono oggi particolarmente bisognose di tutela e di promozione pubblica.
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Il Giornale dei Vescovi boccia la candidatura di Veronesi nel Pd e la nota pro-aborto |
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Scritto da redazione
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Domenica 24 Febbraio 2008 13:15 |
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CITTA' DEL VATICANO - 'Avvenire', il quotidiano dei vescovi italiani, attacca la candidatura dell'oncologo Umberto Veronesi (nella foto) nelle liste del Pd, come pure la presenza di radicali. ''E' impossibile ignorare quale sia l'antropologia di Umberto Veronesi'', si legge in un editoriale firmato da Francesco D'Agostino. ''E' impossibile - aggiunge - ignorare la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito Radicale''. ''Gli esempi - si legge - potrebbero moltiplicarsi. Da visioni antropologiche 'riduzionistiche' (come quella radicale o quella di Veronesi), derivano inevitabilmente - ammonisce D'Agostino - ampie conseguenze sul piano delle scelte politiche, non solo per quel che concerne i temi che oggi vengono definiti 'eticamente sensibili' (dalla procreazione assistita all'eutanasia), ma anche per temi di ancor piu' ampio rilievo sociale, primi fra tutti quelli del matrimonio, della famiglia e delle adozioni''.
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