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L'Italia ha fatto i conti con il comunismo? |
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Scritto da redazione
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Martedì 15 Dicembre 2009 07:17 |
Convegno organizzato da Alleanza Cattolica 1989 / 2009 Vent’anni dopo il Muro Nella Chiesa, in Europa, in Italia
Milano Sabato 7 novembre 2009 Sala Verdi The Westin Palace
Sen. Gaetano Quagliariello
Nel periodo che ha preceduto la designazione dei vertici dell'Unione, Massimo D'Alema è stato candidato alla carica di ministro degli Affari esteri europeo. Non mi pronuncio sul merito di quella ipotesi: sarebbe anacronistico, e comunque non è questa la sede per farlo. C'è un aspetto della vicenda, però, che introduce il tema di questa relazione. Tra gli ostacoli che si sono frapposti alla nomina, vi sarebbero state le perplessità per il passato comunista di D'Alema. Per gli italiani si tratta di un fatto inconcepibile. E' possibile ancora avere remore per chi ha alle spalle un passato fascista, ma non è stato mai sanzionata l'appartenenza al comunismo. Ciò, si dirà, dipende dalla particolare vicenda storica dell'Italia. Si tratta di una risposta non certo priva di una dose di verità ma debole e provinciale, che non tiene conto di cosa sia stato il Novecento e cosa siano stati i totalitarismi che lo hanno caratterizzato.
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Non volare basso, conduci la vera battaglia per la Vita! |
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Scritto da redazione
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Lunedì 14 Dicembre 2009 09:33 |
"quando una maggioranza parlamentare decreta la legittimità della soppressione della vita umana non ancora nata, assume una decisione tirannica nei confronti dell'essere umano più debole e indifeso" (EV n° 70) Considero Marina Corradi una delle penne più intelligenti e lucide di Avvenire. Per questo ho letto con molta attenzione il suo editoriale sul n° del 3 dicembre scorso “Quei pilati «incompetenti»”. Neppure lei, tuttavia, riesce ad uscire dal “politicamente corretto” di una cultura oggi largamente diffusa nel mondo cattolico sul tema dell’aborto. Prima di tutto è evidente un fatto: i politici di oggi, compresi quelli che si dichiarano cattolici, hanno rinunciato, non è chiaro se per paura, per incapacità o per rassegnazione, non dico a combattere, ma almeno a denunciare l’iniquità della legge 194 fonte di un disumano diritto all’aborto.
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Quanto è successo al Presidente Berlusconi indurrà le Istituzioni a prendere seri provvedimenti? |
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Scritto da redazione
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Lunedì 14 Dicembre 2009 09:30 |
Si, non è facile "parlare" della malattia mentale, argomento inviso alle Istituzioni, grave e difficile per il tempo e la vastità di questo comparto sanitario e soprattutto perché incompreso.
Infatti non passa giorno che "fatti" od "episodi" riconducibili al disagio mentale assai diffuso, lasciano attonita e smarrita l'opinione pubblica, come quanto è accaduto a Milano al Presidente Silvio Berlusconi.
Constatiamo con sgomento che, come in un campo di battaglia, cadono continuamente famiglie intere o singoli sotto i colpi mortali di menti malate o sconvolte alle quali le Istituzioni ancora oggi, dopo ben 31 anni dall'emanazione delle leggi non sanno dare un asilo sicuro agli "ammalati" od adeguate garanzie di sicurezza.
Quelle tragedie che colpiscono le famiglie, le cui dinamiche scaturiscono quasi sempre da menti psichicamente instabili, stanno a dimostrare e testimoniare l'urgenza che richiede la soluzione di un "problema" di vaste proporzioni che non deve sfuggire alle regole della ragione per garantire la sicurezza di famiglie e cittadini.
Da indagini e consultazioni statistiche sono circa 10 milioni le persone ( dalla depressione primo disordine funzionale della persona, alla schizofrenia grave) che soffrono di disturbi psichici di varia natura ed intensità diverse.
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