Quando si parla di spese improduttive non si può e non si deve fare riferimento alle persone con disabilità. Mi rifiuto di pensare che l'unica soluzione, forse desiderata da chi ci considera tali, sia toglierci di mezzo. Quando un governo, di qualunque colore, fa solo promesse, magari ideologiche, di sussidiarietà, di vicinanza al disabile e alle famiglie con disabilità, fisica e/o psichica, ma di fatto vuole dimenticare la realtà e non promuove politiche e fatti che educhino alla moralità; quando la sanità non promuove cultura, attenzione e dedizione alla disabilità, con educazione, formazione e strutture ma anzi evita di chiamare le cose per nome e di vederle per quello che sono; quando la scuola si "incipria" di parole come integrazione, programmazione, GLH ma di fatto è ostacolo al disabile e alla famiglia con disabilità, dietro i cavilli di una burocrazia e di una mancanza di flessibilità; quando i massmedia coccolano solo l'audience e la vendibilità e non promuovono le notizie delle buone opere e delle vere e reali necessità dei più piccoli; quando il clima culturale è quello che il disabile e la disabilità sono un impedimento alla mia realizzazione e al successo, al benessere, alla felicità... si rivela la vera paresi: la durezza di cuore, l'incapacità ad amare! Svegliatevi, prima che sia troppo tardi! Io non ci sto! Noi non ci stiamo!
Ultimo aggiornamento Martedì 22 Giugno 2010 20:20
Forza Italia
Scritto da Domenico Bonvegna
Domenica 20 Giugno 2010 05:34
Carissimi facendo zapping nella mia rassegna stampa quotidiana trovo una notizia piccante, ma prima di entrare nel merito scrivo subito che questi Mondiali di calcioin Sudafrica,ad oggi, mi sembrano un po' scarsi, poca qualità, addirittura perfino la nostra nazionale sembra una corazzata. A proposito io non tifo contro l'Italia, però questa nazionale di Lippi non mi entusiasma per niente, sono abbastanza sazio dopo ben 3 tituli vinti.
Conosco da diverso tempo l’associazione Due minuti per la vita, che opera nel settore pro-life anche attraverso il prodigioso strumento della preghiera.
Chi si occupa di difesa della vita conosce bene l’impegno encomiabile dei suoi membri. Per tale ragione diventa ancora più odiosa l’incredibile censura cui sono stati sottoposti da parte di Wikipedia, la virtuale enciclopedia soi-disant libera.
Lo scorso 5 giugno, infatti, la voce dedicata all’associazione Due minuti per la vita è stata rimossa in quanto ritenuta di «contenuto palesemente non enciclopedico oppure promozionale». Entrambe le contestazioni risultano infondate.
Per quanto concerne l’aspetto della “promozione”, è lo stesso regolamento di Wikipedia a prevedere la cancellazione di pagine o immagini promozionali, solo quando esse siano «costituite unicamente da collegamenti esterni (comprese Wikipedia in altre lingue) e/o spam che reclamizzino prodotti, servizi o persone». La voce dedicata a Due minuti per la vita - che era visibile prima della censura - si limitava a illustrare la realtà dell’organizzazione senza alcuna finalità di proselitismo. Erano esposti l’origine, lo scopo, la preghiera proposta, l’attività, le collaborazioni proprie dell’associazione, in ossequio ad un beninteso diritto-dovere di informazione.
“Quando lo spreco raggiunge le vette altissime di questi tempi, la politica si mangia il futuro della società, ne compromette le possibilità di sviluppo, sottrae chance di vita alle generazioni future”.
E' proprio quello che è successo in Italia come scrive il mio amico Alessandro Pagano, a partire dagli anni 80, consociativamentei partiti moltiplicarono il debito pubblico del nostro Paese di 8 volte e così i cinquantenni, cinquantacinquenni di oggi egoisticamente hanno precluso ai giovani, i trentenni, ogni possibilità lavorativa. E' una tesi che ho letto, tra l'altro, alcuni anni fa in un editoriale sul settimanale, Il Domenicale. Il settimanale si chiedeva perchè questi giovani defraudati, non sono scesi in piazza a fare la rivoluzione.
Chi ripete la balla che le tasse sono alte perché qualcuno non le paga. Chi fomenta il presunto scontro tra redditi dipendenti ed autonomi. Per Giannino «sono in malafede» di Oscar Giannino Non c’è peggior vizio di quello che si traveste da virtù. Nel campo della morale politica, un terreno assai scivoloso che quasi sempre viene evocato dagli attori dell’azione pubblica per far guadagnare consensi alle proprie posizioni con battute a effetto, non c’è luogo comune più efficace che invocare “l’interesse collettivo” o l’“interesse generale”, a seconda che il predicatore sia di reminiscenze socialiste oppure un democratico radicale giacobin-roussoiano. In entrambi i casi, l’esperienza pluridecennale mi ha insegnato a diffidare. Mi esaltavo a sentir parlare di interesse generale, quando ero giovane.
Protestiamo contro la campagna pubblicitaria di cibo per animali di Almo Nature, che ha tappezzato le nostre strade di donne a seno nudo, con teste di animali. Non vogliamo la banalizzazione della sesualità né che i nostri figli e le nostre figlie alle quali insegniamo il pudore ricevano per la strada modelli antieducativi. Non acquisteremo e faremo quanto possibile per dissuadere altri dall'acquistare i prodotti di chi non rispetta i nostri valori. Noi non siamo animali. Pretendiamo che i manifesti osceni siano rimossi o coperti!
Inoltra questa mail ai tuoi contatti.
INIVIA QUESTA O UNA TUA MAIL DI PROTESTA A:
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Oppure scrivi o telefona a:
Almo Nature spa Piazza Giustiniani 6, 16123 Genova Italia
Tel.: 010 253541 http://www.almo.it/
"La forza dei peggiori è il silenzio dei migliori"
FATTI SENTIRE!
IO SPRECO, TU SPRECHI, EGLI SPRECA
Scritto da Domenico Bonvegna
Mercoledì 09 Giugno 2010 06:18
La questione di di questi giorni è dove e come tagliare la spesa pubblica, un ottimo contributo lo possono dare i libri come la Casta di GianAntonio Stella e Sergio Rizzo, ma anche in quello che ho appena finito di leggere, Impuniti, col significativo sottotitolo, Storie di un sistema incapace, sprecone e felice, di Antonio Caporale, edito da Baldini Castoldi Dalai.La lettura di questi testi potrebbe aiutare i nostri uomini di governo a fare meno errori possibili. Certo occorre tenere conto che i testi sono datati, il libro di Caporale, si ferma alla fine del 2007, è probabile che qualcosa è cambiato in meglio, in peggio, non lo so. Ma quello che racconta Antonello Caporale nel suo viaggio nell'Italia degli sprechi e della malapolitica, attraverso le piccole e grandi storie, è veramente utile per sapere dove occorre stringere la borsa.