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RU486: LETTIERI (PDL), SOSPENSIONE ATTO RESPONSABILITA' PER SALUTE DONNE PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Mercoledì 25 Novembre 2009 11:31
(ASCA) - Roma, 24 nov - ''E' giusta la richiesta di acquisire ulteriori pareri per l'immissione in commercio della pillola Ru486. Una richiesta che giunge dalla Commissione Sanita' del Senato al termine di un'indagine nella quale sono stati uditi esperti del mondo sanitario e che ha evidenziato come non siano stati fugati tutti i dubbi in merito alla sua commercializzazione''. Lo afferma in una nota il senatore del gruppo Pdl, Luigi D'Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanita'.

''Non uno stop pregiudiziale, quindi - spiega - ma un intervento che si pone nell'interesse di tutelare la salute delle donne. A tal fine dall'inizio abbiamo indicato che la somministrazione della pillola avvenisse all'interno di strutture ospedaliere, permettendo cosi' il costante monitoraggio della paziente.
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Capivo e cercavo di urlare PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Mercoledì 25 Novembre 2009 11:30
LONDRA - Per ventitré anni è stato considerato in coma, in realtà era vigile: ma Ron Houben, rimasto paralizzato in un incidente stradale quando aveva 23 anni, non riusciva a dire che capiva ogni cosa di quel che gli accadeva attorno. "Sognavo di alzarmi", ha raccontato Houben, oggi 46enne e in grado di comunicare grazie a un pc e ad una particolare testiera che gli consente di rapportarsi al mondo esterno. Secondo i medici era in un persistente stato vegetativo. "Urlavo ma non riuscivo a sentire la mia voce", è la sua testimonianza. Dopo l'incidente, i medici di Zolder, in Belgio, utilizzarono i test in uso nella comunità scientifica prima di concludere che la sua coscienza era "estinta". Ma tre anni fa, nuovi scanner ultra-sofisticati hanno dimostrato che il suo cervello ancora funziona normalmente. Houben, la cui inquietante vicenda è stata raccontata dalla stampa britannica, ha descritto quel momento come la sua "seconda nascita". Il suo caso è venuta alla luce perché il neurologo che lo ha "salvato", Steven Laureys, l'ha raccontato in un articolo di una rivista scientifica. "Per tutto quel tempo ho letteralmente sognato una vita migliore.
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Stati vegetativi: il 41% delle diagnosi sono errate PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Martedì 24 Novembre 2009 16:06
Nuovi strumenti, ricerche che capovolgono concetti acquisiti, esperimenti con risposte inattese: sulla frontiera più avanzata della medicina sta cambiando quasi tutto. Ecco l'intervista rilasciata dal neurologo belga Seven Laureys , pioniere mondiale nel campo degli stati vegetativi, ad «Avvenire» lo scorso settembre.

Diagnosi errate. Convinzioni obsolete. Strumenti ed esami inadeguati. Sugli stati vegetativi - e più in generale sui pazienti sopravvissuti a gravi traumi cerebrali, come sono anche quelli in stato di minima coscienza - la scienza si trova oggi a un bivio: ammettere gli errori del passato, resi evidenti dai passi avanti compiuti in questo campo come in altri; oppure fare orecchie da mercante, pena l'impossibilità di rispondere alle sempre più impellenti domande sul cervello umano, ma anche sulle necessità di curare i pazienti vittime di danni cerebrali proprio come gli altri. Steven Laureys, neurologo belga che in questo campo è fra i pionieri a livello mondiale, sta spingendo l'acceleratore nella prima direzione.
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La campagna del ministro Carfagna contro l'omofobia PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Introvigne - Marco Invernizzi   
Martedì 17 Novembre 2009 08:53
di Marco Invernizzi

Premessa di Massimo Introvigne: Anche i ministri del governo di centro-destra non hanno sempre ragione. Lo prova questo testo di Marco Invernizzi, dirigente di Alleanza Cattolica, che va meditato attentamente. Sia ben chiaro: le violenze contro gli omosessuali e ogni gesto che nega la loro dignità di persone vanno condannati. Le leggi già li puniscono. Ma i progetti contro l'omofobia non hanno lo scopo di punire chi picchia gli omosessuali. Vogliono punire chi sostiene che il comportamento omosessuale non ha pari dignitò rispetto a quello eterosessuale. Su questo punto, qualcuno aveva già risposto nel 1982, con parole che domani potrebbe essere vietato ripetere. Prima di leggere l'articolo di Marco Invernizzi, leggete queste citazioni:
"Includere la ‘tendenza omosessuale’ fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta 'affirmative action' o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità”.
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