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Credo che egli in coerenza con le idee da lui sempre professate, fosse legale e giusto farla morire |
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Scritto da Administrator
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Martedì 17 Febbraio 2009 16:15 |
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«Con tutto il rispetto per il padre di Eluana, io non riesco a comprenderlo. L'avrei compreso, e forse l'avrei anche giustificato, se avesse visto la figlia agitarsi fra terribili sofferenze. Ma lui stesso ha detto che non soffriva. E allora?». È passata una settimana dalla morte "per sentenza", come l'ha definita il ministro della Giustizia Angelino Alfano, di Eluana Englaro. La maggioranza sembra aver rinfoderato la spada che aveva sguainato dopo il rifiuto del presidente Giorgio Napolitano di controfirmare il decreto legge che avrebbe salvato la vita della donna in stato vegetativo persistente, le acque si calmano e tornano a mostrarsi limacciose, ma il senatore a vita Francesco Cossiga è fra quelli che non si danno pace per come sono andate le cose. E prosegue la sua polemica nei confronti del capo dello Stato. E di qualcun altro.
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Il caso Eluana il conflitto culturale e politico. |
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Scritto da Administrator
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Martedì 17 Febbraio 2009 16:07 |
Care amiche, cari amici
quale può essere il motivo che ha spinto Beppino Englaro a portare al centro dell'attenzione del Paese il caso drammatico di sua figlia? Che cosa lo ha sostenuto, dal gennaio 1992, nella costante e credo logorante battaglia per ottenere che sua figlia potesse essere uccisa, ma con l'autorizzazione e attraverso le strutture dello Stato?
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Con tutto il rispetto è Napolitano a sbagliare non Berlusconi |
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Scritto da Administrator
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Domenica 08 Febbraio 2009 10:17 |
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Questo è un editoriale sulle regole e non su Eluana o Beppino, quindi mettete da parte insulti e maledizioni almeno fino ad aver letto l'ultima riga. Oggi tutti i giornali - con tutti i loro opinionisti in gran spolvero - ci raccontano dell'immensa ferita che Berlusconi avrebbe inflitto alla democrazia, ci spiegano la sua sconfinata arroganza, e il suo inaudito ardire nella sfida con Napolitano. Sull'altro versante, il capo dello Stato viene descritto dolente e pensoso, mentre asserragliato nei suoi quartieri con pochi fedelissimi, tenta di respingere l'assalto del barbaro Cavaliere e infine ne esce vincitore sebbene scosso e ferito.
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Berlusconi annuncia il decreto per non interrompere l'alimentazione a Eluana - Guarda il video |
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Scritto da Administrator
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Sabato 07 Febbraio 2009 22:45 |
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Un tempo lo Stato con la esse maiuscola era come il vicario temporale di Dio, con potere di vita e di morte sui suoi sudditi. Oggi lo stato con la esse minuscola non è neppure capace di tenere in vita una sua cittadina. Il governo ha cercato onestamente di fare la sua parte, anche all'ultimo minuto. Ma la sua buona volontà si è infranta contro una muraglia altissima, sorretta dai mattoni della cultura della morte. Alla fine il presidente della Repubblica ha rigettato il decreto «salva-vita» del governo poiché «incostituzionale» - messa così pare che il diritto alla vita abbia limiti addirittura costituzionali. Ecco il regime della morte: aggirare la maggioranza democratica per imporre una volontà politica opposta. Il contrasto tra decreto e verdetto, tra politica e magistratura è stato sorpassato dal preventivato rifiuto del Quirinale. A prescindere dai dubbi amletici del presidente della Camera, la vicenda del decreto respinto ha creato un precedente istituzionale da vero presidenzialismo. Ma quando il presidenzialismo è di sinistra, nessuno fa scattare l'emergenza democratica.
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