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Il Tar di Roma ha messo a nudo il vero pasticcio tra Fi e An |
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Scritto da redazione
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Martedì 09 Marzo 2010 13:12 |
Intervista del sussidiario.net a Marcello Veneziani La decisione del Tar del Lazio di bocciare il ricorso del Pdl apre una nuova settimana di tensione politica legata alle ultime fasi del cosiddetto “caos liste”. Scampato il pericolo per i listini dei candidati Formigoni e Polverini, che potranno presentarsi alle elezioni regionali, il destino della lista Pdl di Roma e Provincia non è ancora chiaro. L’analisi politica di quello che sembra essere il momento più difficile del partito di Berlusconi, dalla sua fondazione a oggi, è però pienamente attuale.
Se da un lato, alla vigilia di questo incredibile caso, circolavano diverse voci sui malumori del Presidente del Consiglio, tentato dall’ipotesi di “riazzerare il partito”, dall’altro, nei giorni più difficili e nei quali era importante serrare le fila, Gianfranco Fini non ha esitato a dichiarare: «Il Pdl, così com’è, non mi piace».
Questi segnali di malessere - dice Marcello Veneziani a IlSussidiario.net -, non sono però «il frutto di una “fusione fallita” tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, né lo scontro tra due nomenclature, ma qualcosa di più profondo».
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Il vescovo fa politica, la Cei si dissocia |
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Scritto da redazione
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Lunedì 08 Marzo 2010 14:42 |
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Alice nel paese delle meraviglie insegna che «è impossibile solo se pensi che lo sia». Alice nel paese dei balocchi insegna che è impossibile pensare alla Cei che si infila nelle strettoie delle polemiche sui decreti del governo, solo se pensi di vivere nella nazione che ha insegnato a dare a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio e per noi, laici ultramondani e competenti di Italia e non di anime, a Silvio ciò che è di Silvio. È troppo tempo che la Chiesa e le sue istituzioni secolari vengono strattonate e stropicciate alla bisogna quando una pezza in odor di spiritualità o solidarismo diventa necessaria per dare tono e costume alla propria azione politica.
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Scritto da redazione
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Lunedì 08 Marzo 2010 08:14 |
Lorenza Violini - Il Sussidiario
Con la pronuncia del Tar Lombardia e con il decreto “interpretativo” sottoscritto sabato dal Capo dello Stato si sono creati i presupposti perché si possa condurre a fine la complessa vicenda della presentazione delle liste elettorali per le prossime elezioni regionali e le sue tormentate fasi intermedie. Trattasi anche di un “buon” fine?
Ragionare a botta tiepida sulla vicenda può essere un utile esercizio, non solo per chiarirne almeno in parte le logiche, gli interessi e le ideologie ma anche per entrare, adeguatamente attrezzati, in campagna elettorale.
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Per un'elezione che non sia dimezzata |
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Scritto da redazione
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Sabato 06 Marzo 2010 11:57 |
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Nel "pasticciaccio brutto" originato dall’esclusione delle liste e dei listini del Pdl e del Centrodestra nel Lazio e in Lombardia, non è facile rintracciare elementi di buon senso e razionalità politica. Ma, se si riflette a mente fredda, a nessuno può sfuggire l’abnorme anomalia, in un assetto ormai bipolare, di un eventuale confronto elettorale privato in partenza di uno dei due principali competitori. Quale legittimità democratica sostanziale potrebbero vantare un presidente, una giunta, un consiglio regionale insediati senza la partecipazione o a dispetto di una fetta rilevante, quando non maggioritaria, di elettorato? Ma la posta in gioco è, a ben vedere, molto più alta della guida delle due più importanti regioni italiane: e riguarda la credibilità stessa della politica al cospetto di un’opinione pubblica sempre più attonita (o, peggio, indifferente) di fronte a scandali, a trasversali episodi di corruzione, a beghe e a "pasticci". Un’opinione pubblica che, nel caso della classe politica, è sempre meno disposta a fare sottili distinzioni e sempre più propensa a fare di tutt’erba un fascio. Anche tra alcuni esponenti delle opposizioni si è fatta largo l’idea che una vittoria ottenuta a tavolino, senza giocare la partita, non sia quanto di più desiderabile. Ne hanno parlato esplicitamente Massimo Cacciari e Luciano Violante.
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