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CHI NON LEGGE NON PUO' INSEGNARE E FARE POLITICA |
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Scritto da Domenico Bonvegna
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Venerdì 14 Maggio 2010 08:18 |
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Recentemente consultando la rassegna stampa quotidiana ben curata dal sito internet www.miradouro.it del mio amico Gianluca Cheli, ho letto un articolo interessantissimo “Se non leggi non vivi”, di Ferdinando Camon, un titolo provocatorio, più estremo o più esagerato di così non si può. Leggerlo forse può dare fastidio a molti, io credo invece che può essere molto utile, stimolante, almeno a certe categorie di persone e mi vengono in mente gli insegnanti e tutti quelli che operano in politica. Come si fa a insegnare o a operare in politica se non si leggono libri o giornali. A questo punto mi sembra opportuno aggiungere che chi non conosce la Storia (si conosce anche leggendo i libri) sbaglia certamente politica come ama spesso dire Giovanni Cantoni fondatore di Alleanza Cattolica.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 08:22 |
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L’handicap mentale, una legislazione inadeguata da 32 anni |
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Scritto da Franco Previte
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Mercoledì 05 Maggio 2010 10:02 |
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Ci dica con franchezza, On.le Presidente Berlusconi, rientra questa normativa fra le riforme?
La legge 13 maggio 1978 n.180 ( G.U. 16/5/1978 n-133) dal titolo "Accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori" e la legge 23 dicembre 1978 n.833 dal titolo "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale ( legge bis della 180 negli artt.33-34-35 ), sono state a suo tempo emesse con lo scopo di curare e non segregare il paziente soggetto a malattie psichiche, come molto bene auspicato dal Basaglia padre di quella "legge" cardine dell'assistenza psichiatrica.
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LA MARCIA RADICALE DELL'ONOREVOLE FINI |
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Scritto da Domenico Bonvegna
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Domenica 02 Maggio 2010 17:56 |
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Sarebbe riduttivo ed infruttuoso cercare solo in mere ragioni di opportunismo politico o nelle caratteristiche caratteriali di Fini, lo strappo nei confronti di Berlusconi e della linea politica del Pdl, ci sono sicuramente dei presupposti culturali ideologici che hanno cominciato a manifestatarsi in occasione del referendum sulla legge 40 nel giugno del 2005, quando con la sua scelta di votare si schierò a favore della fecondazione assistita in netto contrasto con la Chiesa e con tutto il centrodestra, compresa Alleanza Nazionale.
“Una ricollocazione eclatante che ha portato l’ex-segretario del Movimento Sociale a trasformarsi, nel corso di pochi anni, da “estremista di destra” in icona della sinistra radicale e giustizialista, beniamino de La Repubblica e diEugenio Scalfari che, alla vigilia della bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, nel suo editoriale del 13 settembre scorso, ha scritto di lui: “Qualora un’ emergenza istituzionale dovesse prodursi all’improvviso (e la sentenza della Consulta sul lodo Alfano o altre questioni di analogo rilievo potrebbero determinarla anche a breve termine) la candidatura di Fini a sostituire l’attuale premier avrebbe forti possibilità di successo. Un governo Fini poggiato anche sul sostegno dell’Udc e su una amichevole astensione del centrosinistrapotrebbe essere la via d’uscita verso le riforme sempre auspicate ma mai portate in Parlamento, nonché su una normalizzazione della vita democratica dopo gli sconquassi del berlusconismo rampante”. (Pier Paolo Saleri, La scelta relativista di Fini, Movimento Cristiano Lavoratori)
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