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3 visitatori online| Arroganza ed indifferenza non zittiscono la coscienza |
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| Scritto da Franco Previte |
| Sabato 04 Luglio 2009 11:11 |
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I malati psico-fisici sono i “cenerentoli” della sanità italiana.
Ogni tanto dobbiamo ritornare alle origini di questo trascurato grave ed urgente “problema” sociale costituito dalla disabilità umana, specie quella psichica, per non dimenticare il presente. Ancora non sono state apportate “misure” per superare le barriere architettoniche e per garantire una grado di indipendenza del disabile fisico, cieco e sordomuto. A 31 anni dall’emanazione della legge 180, la famosa “legge Basaglia” che voleva abolire i “manicomi” e creare strutture alternative, non solo non sono migliorate le condizioni degli “ammalati”, ma sono accresciuti i disagi sia per i “residuali” che per quelli relegati nelle pieghe delle famiglie. 1.) Per i “residuali”, con la teorizzazione del passaggio da una cultura medico-sanitaria a quella social-riabilitativa, si è voluto “declassare” i malati di questa patologia ricoverati nei “manicomi” in anziani o geriatrici ed inserendoli nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali). Le RSA sono presidi extra-ospedalieri della rete Dipartimentale dei servizi socio-sanitari e di riabilitazione, nucleo operativo assistenziale per anziani, disabili psico-fisici, com’è stato nel Progetto-Obiettivo “Tutela della salute degli anziani” del 30 gennaio 1992 ed in alternativa, inserendoli in “istituti” esistenti nella Regione aventi i requisiti stabiliti dalla legge n.833 . Ma c’ è da chiedersi, fra altre “anomalie”,: queste strutture intermedie non sono in qualche misura in contrasto con la volontà del legislatore che con la legge 180 voleva porre fine alla sanzione ufficiale di privazione della libertà e di segregazione di esseri umani ? Il Governo, Signor Presidente Berlusconi, dal momento che non lascia soli nessuno, può rendere giustizia?
Pur troppo la n/s società, anche se in maniera parziale, è coinvolta in un forte egoismo ed assenza diffusa che “tollera” troppe cose e pone scarsa attenzione ai più deboli e più sofferenti. L’urgenza e la gravissima situazione della disabilità psico-fisica deve sollecitare le Istituzioni, considerando che il rispetto della persona umana, sancito dalla n/s Costituzione all’art.3, della salute all’art.32 e dei Trattati Internazionali, è un principio irrinunciabile dell’uomo, un binomio inscindibile, specie per questi “infelici” che hanno la sola colpa di essere meno fortunati della vita.
5.) Le Istituzioni sanno interpretare questa realtà e mettere da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con umiltà un po’ più di tempo ai problemi di questo popolo di sofferenti e rinunciare, ad esempio, privilegi, viaggi all’estero, parate militari et similia? Ma non sono risparmi? Le Leggi Finanziarie passate riproposte, rivedute, riesaminate, hanno sempre “dimenticato” questi problemi che costituiscono un marcato disagio acuto che si ripercuote sul tessuto etico-sociale del nostro Paese. Non è illecito ammettere che : arroganza ed indifferenza non zittiscono la coscienza! F. Previte |








