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1 visitatore online| I nostalgici |
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| Scritto da redazione |
| Venerdì 26 Gennaio 2007 01:00 |
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Una certa sinistra ricicla P. E. Balducci: "E io vi dico che la famiglia cristiana non esiste". Così titola oggi un articolo dell'Unità. Premesso che P. Balducci non è il magistero della Chiesa ma un confratello sacerdote per cui pregare, visto che, qualche stupidaggine ne ha detta. Si aggiunga inoltre che il suo intervento va contestualizzato nel clima dei fine anni 70. Secondo l'Unità è un modo per stimolare visioni alternative di famiglia senza "purgare le voci alternative nella Chiesa". Pertanto non c'è nessun potere occulto che nasconde le voci dissidenti. Semplicemente le voci dissidenti non hanno più senso quando ci si dimentica il vangelo di Cristo e si persegue le proprie idee ed ideologie. Le voci dissidenti, spesso, dunque, muoiono da sé. Spesso sono figlie di una nostalgia sessantottina ormai datata. Di una voglia di "fare rumore per il rumore" che non serve nessuno anzi danneggia ogni vera riforma. Infatti dietro l'accusa alla mentalità borghese di Balducci e degli uomini del suo tempo si nasconde in realtà una visione altrettanto borghese di coloro che fanno i dissidenti e gli "alternativi". Insomma nessuno che pensa seriamente alla propria conversione personale, all'umiltà, al senso di appartenenza ecclesiale. I preti che facevano i fighetti contro la famiglia borghese erano loro stessi, spesso, i primi borghesi che vivevano condizioni di privilegio e che forse avrebbero fatto meglio a scegliere una via "familiare" che di "celibato" per capire di cosa stavano parlando e le fatiche vere a cui la famiglia era e soprattutto è "pressata" oggi da ogni dove. Con questo non sosteniamo che il sacerdote non debba parlare, aiutare e criticare la famiglia. Anzi. Ma lo faccia alla luce del Vangelo e non delle sue categorie sociologiche e politiche. Sia i laici che i preti stanno imparando, piuttosto, che quel Magistero tanto contestato in realtà negli anni 70 è l'unico serio legame al Vangelo di Gesù e all'antropologia preziosa che Cristo ha consegnato e confermato nella storia umana. Ogni altra visione non solo è satanica ma prima ancora è fallimentare perchè rincorre il "proprio ombelico" più che il bene comune ed individuale di ogni persona che, invece, è costante preoccupazione della Chiesa alla luce di Gesù e del Suo Vangelo. Ma d'altronde la nostalgia è propria dei perdenti, di quelli che si riuniscono al bar o nei salotti per dire "io una volta.. ti ricordi... noi c'eravamo.." Il Vangelo e la Chiesa radicata in esso, guarda avanti, sempre. Dei sessantottini di quel tempo la maggior parte si sono super-imborghesiti, impantofolati oppure vivono situazioni economiche privilegiate. Chi ne ha nostalgia è solo l'Unità che, evidentemente, è incapace di imparare dai propri fallimenti storici, sociologici ed ideologici. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio. E qui proprio di "lupo", evangelicamente parlando, si tratta. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Giugno 2010 08:30 |








