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4 visitatori online| LA “ZARINA” DEL PIEMONTE |
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| Scritto da Domenico Bonvegna |
| Venerdì 12 Febbraio 2010 09:08 |
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Anche di Mercedes Bresso, candidata dalla sinistra alla presidenza della regione Piemonte si potrebbe scrivere quello che si è scritto per Emma Bonino. Il direttore del Cesnur Massimo Introvigne qualche settimana fa ha fatto una descrizione puntuale . La Bresso scrive Introvigne, “offre il raro esempio di una vita tutta consacrata al servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità naturali e cristiane che la scuola cattolica contro-rivoluzionaria chiama Rivoluzione. Da questo punto di vista, l'esempio è da manuale e il rilievo del personaggio è nazionale”. (Massimo Introvigne, Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione, 8.1.2010 Libero) A Torino per il suo piglio autoritario la chiamano la “zarina”, è conosciuta anche per il suo anticlericalismo, che viene da lontano, fin dai tempi quando collaborava con Emma Bonino, essendo militante radicale. In nome del “diritto all'aborto”, è stata vicepresidente del CISA, l’associazione che assicurava alle donne diritto all’aborto. “Nonostante gli sforzi dell’UDC, il prodotto Bresso risulta invendibile a una Chiesa piemontese – scrive Introvigne - che non sembra davvero intenzionata a salire sulla Mercedes. Su tutti i temi che il Papa indica come “non negoziabili” – e che invita a far prevalere nelle scelte politiche su ogni altro argomento – le posizioni della Bresso sono antitetiche a quelle cattoliche. Radici cristiane, identità? No: “Stato laico come garanzia di una società sempre più multiculturale e multireligiosa. Su questo non sono disposta a transigere” (La Stampa, 30.9.2005). Come logica conseguenza, abolizione del Concordato: “I Patti Lateranensi?... Sì, sarebbe il momento di abolirli” (Corriere della Sera, 24.2.2009). Tra l'altro la candidata della sinistra non appare per niente interessata al voto cattolico, “Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei valdese, Perché i Valdesi hanno il senso della differenza tra fede e morale religiosa e il ruolo dello Stato”. Alla Bresso a contendere la presidenza della regione c'è Roberto Cota(Lega Nord), candidato del centro-destra. Ed è per questo che quelli dell'Udc stanno cercando di convincere il mondo cattolico torinese a votare per la Bresso. Ma si difende l'indifendibile, divulgando menzogne sulla figura di Mercedes Bresso. La prima di queste è che non è vero che la Bresso sostiene il matrimonio omosessuale. E' falso, la Bresso ha affermato che «per il momento credo si debba introdurre un provvedimento simile al Pacs che garantisca diritti veri. In prospettiva, compatibilmente con il necessario cambiamento culturale, credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio» (Gay TV, 5.6.2009). Per quanto riguarda le unioni omosessuali, la Bresso ci assicura che «per quanto riguarda la Regione ci muoveremo per garantire pari opportunità a tutti i cittadini e per combattere ogni discriminazione» (30.9.2005). Altro che materie «non di competenza regionale»! Quindi anche se Cota si trova in dissenso con i vescovi italiani sulle materie dell'immigrazione, certamente si tratterebbe comunque di temi «negoziabili», - scrive Introvigne- appunto su cui «ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici», mentre la Bresso è in totale e radicale opposizione alle dottrina della Chiesa su principi «non negoziabili» – aborto, fine vita, unioni omosessuali – da cui un cattolico non può dissentire «in alcun modo». Quanto alla tesi del governo secondo cui il miglior modo di aiutare i cittadini dei Paesi poveri è aiutarli a vivere dignitosamente a casa loro, assomiglia molto a questa affermazione sul problema dell’immigrazione: «La soluzione fondamentale è che non ci sia più bisogno di emigrare, perché ci sono in Patria posti di lavoro sufficienti, un tessuto sociale sufficiente, così che nessuno abbia più bisogno di emigrare». L’affermazione non è né di Berlusconi né di Cota. È di Papa Benedetto XVI, 15 aprile 2008.
Rozzano MI, 3 febbraio 2010 Festa di S. Biagio. DOMENICO BONVEGNA Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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