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5 visitatori online| No alla convivenza, sposi subito si può |
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| Scritto da redazione |
| Venerdì 30 Marzo 2007 11:03 |
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Da E' Famiglia. "Amore liquido" è il termine con cui il sociologo polacco Bauman definisce i legami affettivi di oggi, sempre oscillanti tra il desiderio di stabilità e la paura di farsi ingabbiare da una relazione stabile.
Si preferisce il "finché dura" a quel "per sempre" che spaventa e pone dinnanzi una prospettiva che si teme di non riuscire a sostenere. «Dopo un paio di storie finite male finalmente ho incontrato un ragazzo giusto con cui ho vissuto quasi due anni – mi confida Roberta, conosciuta in uno scompartimento dell’intercity Venezia Roma – poi ho scoperto che contemporaneamente aveva una relazione con un’altra donna e così sono tornata dai miei». E riguardo alle nuove forme di convivenza i giovani del web che dicono? «Non mi accontenterei della formula "Dico" – scrive Massimo su "Sposisubito" – innanzitutto perché dovrebbe essere immediatamente accompagnata dai "Doco", i doveri della convivenza, e poi perché sento che sposarmi nel Signore rende concreta la mia fede, mi permette dare un volto all’amore che ho per la mia ragazza. I diritti sono l’ultima cosa a cui penso, prima c’è un progetto da costruire insieme, una vita da condividere, dei sogni da realizzare in due». Forse Massimo non ci avrà fatto caso, ma nel Paese della pizza e del Colosseo parlare di doveri provoca sempre qualche reazione allergica, per questo nessuno osa nominare i "Doco" quando magari ce ne sarebbe un gran bisogno. Sposarsi subito e sposarsi in chiesa? Si può, se si vuole. Lo dimostrano le storie di tante coppie che hanno vinto timori e ansie e hanno preferito un matrimonio sobrio e subito piuttosto che un matrimonio "tutto in regola" ma chissà quando. Alida, padovana, sposatasi a 23 anni ha preferito il subito: «Tutti mi dicevano "aspetta!" ma mi sono chiesta: perché perdere le mie energie migliori nell’attesa? Ho preferito condividerle con mio marito e con le mie figlie. Non riesco a pensarmi felice senza loro accanto, non lo sarei stata certo nel limbo alla ricerca del lavoro o della casa ideale». Isabella e Wanny hanno festeggiato il matrimonio sotto un tendone all’interno di un parco pubblico, affidando il servizio in tavola a una cooperativa sociale che offriva lavoro anche a persone con disagi. La festa è stata dignitosa e gradevole e i soldi risparmiati rispetto alla formula classica sono andati in beneficenza e nel mutuo per la casa. Ma rispetto a questo tipo di matrimonio c’è n’è di strada da fare, prima per convincere familiari e parenti che si tratta di una scelta voluta e sensata, poi per trovare chi fornisce i vari servizi. Se ci fosse più pressione sugli operatori del mercato e più concorrenza al ribasso forse avremmo qualche famiglia in più e magari il coraggio farebbe breccia in quei lunghi fidanzamenti che sembrano non risolversi più. Alcune province o regioni si stanno attrezzando per orientare operatori del commercio e servizi in favore della famiglia; chi si offre per dare una mano ai fidanzati?
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Ottobre 2007 12:38 |








