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3 visitatori online| Tra ideologia e realtà |
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| Scritto da redazione |
| Lunedì 22 Gennaio 2007 11:37 |
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Da E' Famiglia. Pubblichiamo qui di seguito le conclusioni del libro di Carlo Casini "Unioni di fatto, matrimoni, figli tra ideologia e realtà", in uscita nei prossimi giorni nelle librerie italiane. Il titolo dell’ultimo capitolo, che proponiamo in modo completo, è "Interesse pubblico e libertà privata". Interesse pubblico, spiega Casini, è l’ambito in cui si colloca la famiglia come descritta dall’articolo 29 della Costituzione, libertà privata è quello in cui «possono variamente atteggiarsi le unioni di fatto».
Obiettivo fondamentale di questo studio è la dimostrazione di una già esistente tutela dei molti bisogni individuali legati alla convivenza more uxorio, con conseguente inutilità pratica di molte delle richieste di riconoscimento. Crediamo di aver dimostrato che le esigenze reali di una coppia di fatto possono essere soddisfatte, almeno in grande misura, dagli strumenti offerti dal nostro attuale ordinamento.
Non c’è bisogno di ricordare indagini sociologiche e psicologiche; è sufficiente richiamare l’esperienza comune per avere la certezza che, salvo eccezioni, nella maggioranza dei casi un bambino ha bisogno dell’amore del padre e della madre come del latte e del pane e che l’affetto sentito o almeno voluto tra i genitori, la stabilità della famiglia, sono fattori potenti di una crescita armonica.
È un bene per la società consolidare le motivazioni del coraggio di un impegno familiare totale, senza costringere nessuno, lasciando a tutti il più ampio spazio di libertà.
Anche per i conviventi omosessuali sussiste il potere di fissare con patti tra loro vincolanti le regole del rapporto; l’impossibilità strutturale di determinare il succedersi delle generazioni rende peraltro ancor più ingiustificato qualsiasi intervento dello Stato volto a valorizzare e promuovere la compagnia omosessuale.
Ma riconoscere la compagnia omosessuale, distinguendola da altre compagnie durature aventi scopi diversi da quelli dell’esercizio della affettività e della sessualità, sarebbe davvero non ragionevole.
Di più: l’idea che il figlio è comunque un membro della famiglia dovrebbe indurre a prendere in considerazione il concepito non ancora nato sia nei punteggi per l’assegnazione degli alloggi popolari, sia, più in generale, negli statuti degli Enti locali.
Si è già detto, parlando della cosiddetta "rinascita della famiglia", che i bisogni degli individui non possono essere risolti dallo Stato se non con la collaborazione delle famiglie, che per questo debbono veder esaltata e premiata la loro funzione di solidarietà.
Lo Stato moderno non si accontenta di avere un sistema di rappresentanza popolare, la separazione dei poteri, la libertà di stampa. Vieta anche la propaganda di ogni forma di totalitarismo.
Non dovremmo temere il confronto neppure sul significato della sessualità, perché è tema culturalmente assai ricco. Si tratta di decidere se la dimensione sessuata dell’uomo e della donna sia qualcosa di banale, il cui scopo è esclusivamente il gioco o l’evasione o se, piuttosto, essa rechi in sé la traccia di un mistero, che collega il singolo uomo e la singola donna alle domande fondamentali sul significato del nascere, del generare, del morire. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Ottobre 2007 18:34 |








